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Prima Pagina - Info Venezuela Bolivariana

Continua l'offensiva golpista, l'obiettivo è rendere ingovernabile il paese

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Da quando, agli inizi di aprile, gli antichavisti hanno dato il via a una nuova seconda ondata di azioni destabilizzanti, sulla falsariga di quanto avvenuto nel 2014, i morti sono già 75. Atti di violenza, saccheggi, incendi di edifici pubblici, distruzioni di autobus si susseguono quasi quotidianamente, ad opera di bande organizzate che agiscono con tattiche militari. I tentativi di dialogo sono falliti per l'atteggiamento intransigente dell'opposizione, all'interno della quale le frange estremiste hanno da tempo preso il sopravvento: l'obiettivo è quello di rendere ingovernabile il paese per giustificare un golpe (poco probabile però, data la lealtà finora dimostrata dalle forze armate alla Repubblica Bolivariana) o un intervento esterno di tipo "umanitario". Quanto alla maggioranza della popolazione, appare nettamente divisa in due: lo evidenziano le grandi manifestazioni contrapposte come quelle che il 19 aprile a Caracas hanno portato in piazza, da una parte e dall'altra, centinaia di migliaia di persone.

 

Cile e Venezuela: a 44 anni dal golpe fascista contro Allende

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di Leandro Grille

(Caras y caretas – Uruguay)

Nicolas Maduro non è Salvador Allende. E non è nemmeno Hugo Chavez. Il Venezuela, inoltre, non è il Cile. E fin qui le affermazioni sono talmente triviali che potrebbero essere trascurate. Tuttavia, le similitudini tra la Rivoluzione Bolivariana e il Governo di Unità Popolare, guidato dall’indimenticabile presidente martire, sono enormi. E negarlo, disconoscerlo o eluderlo è la condizione necessaria per disinteressarsi e non comprendere un processo politico contemporaneo senza la necessità di rivedere vecchi amori ancora vigenti.

Mi propongo di esporre brevemente, entro i limiti della mia formazione, alcune chiavi di questo parallelismo, tenendo presente che non esistono processi storici e politici omologabili in senso profondo, tanto più quando avvengono in società e tempi differenti.

 

Lettera degli italiani in Venezuela: una parte limitata della comunità è con l'opposizione

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«La comunità italiana in Venezuela è composta di circa 150 mila cittadini di passaporto e oltre 2 milioni di oriundi. Questi cittadini, che grazie alla Costituzione venezuelana approvata sotto il primo governo di Hugo Chavez possono avere o riacquisire la doppia cittadinanza, hanno vissuto e vivono insieme agli altri venezuelani i successi e le difficoltà di questi anni»

Care italiane, cari italiani, cari connazionali,

 

La "dignità dei popoli dei Caraibi" e la grande sconfitta politica delle destre imperiali

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di Geraldina Colotti* - Il Manifesto

Le destre lo davano per certo: questa volta Maduro avrebbe perso all’Osa e avrebbe dovuto subire l’imposizione della Carta democratica interamericana.

Per assaporare il trionfo e premere sull’organismo diretto dall’amico Luis Almagro, deputati e ong di opposizione si erano recati in massa a Cancun, portandosi appresso lo stesso tipo di armamentario «da guerra fredda» che ha fatto da contorno alla conferenza stampa di Trump a Miami: personaggi avvezzi a guardare il mondo con la lente di Dollar Today, il sito che perverte l’economia venezuelana mediante il cambio al nero del “dollaro parallelo”.
Alla 47ma Assemblea annuale dell’organismo, che si è conclusa in Messico mercoledì, le cose sono però andate diversamente: grazie all’abile diplomazia bolivariana e a un blocco di paesi latinoamericani e caraibici che hanno impedito l’avallo di un’ingerenza piena negli affari interni del Venezuela.

 

Venezuela, 11 riflessioni sulla morte di Fabián Urbina e un giovane in uniforme

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di Augusto Márquez - Mision Verdad

1. Nel mezzo di una protesta violenta convocata dall’opposizione presso l’Autopista Francisco Fajardo, ha perso la vita a causa di un colpo di pistola al petto il diciassettenne Fabián Urbina. Secondo il Ministro dell’Interno, Néstor Reverol, e il suo omologo per la Difesa, Vladimir Padrino López, gli agenti implicati sono sotto indagine per uso sproporzionato della forza.

2. Prima che inquisitoriamente diciate che non vi importa della morte del giovane, insisto: sì, è condannabile che un agente della Guardia Nazionale Bolivariana utilizzi un’arma da fuoco per disperdere una manifestazione, togliendo la vita a una persona.

 


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