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Prima Pagina - Info Venezuela Bolivariana

Disegnare per terra per riprendersi la città

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22 agosto 2010 - di Monica Vistali

CARACAS – Nei ‘barrios’ della capitale fatta di case e asfalto, un sociologo italiano ed un architetto venezuelano aiutano le comunità a riappropiarsi dello spazio pubblico disegnando per terra campetti da gioco. Il progetto ‘Calle de Diversión’ oltre a Caracas sarà attuato anche in Italia, a Livorno, Napoli e Palermo, e in altre città europee come Lisbona, Marsiglia e Berlino.

‘Trompo’, ‘beisbol de chapitas’ e ‘pelotica de goma’ per appropiarsi di uno spazio pubblico che si fa piazza, fantasia per trasformare strutture ‘formali’ di cemento in vicoli vivibili attraverso i tradizionali giochi di strada, fulcro di una ‘città informale’ dove convogliare le energie di adulti e bambini. Questa l’idea ‘italo-venezolana’ alla base del progetto ‘Calle de Diversion’, vincitore a Roma del concorso Smart Future Minds Awards.

 

Hugo Chávez e Juan Manuel Santos ristabiliscono le relazioni tra Venezuela e Colombia

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di Gennaro Carotenuto, 11 agosto 2010

E’ fallito il piano del Pentagono e di Álvaro Uribe di ipotecare le relazioni tra il successore di questo e il Venezuela per destabilizzare il governo di Hugo Chávez e incolparlo di finanziare e proteggere “gruppi terroristi”.

Ieri a Santa Marta, in Colombia, lo stesso presidente bolivariano e il neo-presidente colombiano Juan Manuel Santos hanno infatti ristabilito normali relazioni diplomatiche dopo la rottura del 22 luglio scorso quando Uribe, a pochi giorni dalla fine del suo mandato, aveva denunciato presunti aiuti e ospitalità venezuelane alla guerriglia delle FARC.

 

Gli Stati Uniti e la Colombia pianificano un attacco contro il Venezuela

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di Eva Golinger - 31/07/10

Il presidente venezuelano Hugo Chavez ha denunciato, questo Sabato, i piani degli Stati Uniti per attaccare il suo paese e rovesciare il suo governo. Nel corso di una cerimonia per celebrare il 227.mo compleanno dell’eroe dell’indipendenza, Simon Bolivar, Chavez ha letto un memorandum segreto che era stato inviato da una fonte anonima all’interno degli Stati Uniti.

“Come ho detto nella mia prime tre lettere, resta l’idea di provocare un conflitto sul confine occidentale“, leggeva Chavez dalla missiva segreta. “Gli ultimi avvenimenti confermano tutto, o quasi tutto, ciò di cui si è discusso qui, nonché le altre informazioni che ho ottenuto dall’alto”, la lettera continuava. “La fase di preparazione della comunità internazionale, con l’aiuto della Colombia, è in piena esecuzione“, manifestava il testo, facendo riferimento all’ultima sessione di Giovedì, dell’organizzazione degli Stati Americani (OAS), durante il quale il governo della Colombia ha accusato il Venezuela di ospitare “terroristi” e “campi di addestramento per terroristi” e ha dato al governo di Chavez un “ultimatum di 30 giorni”, per consentire un intervento internazionale.

 

Solidali con la Rivoluzione Bolivariana!

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Il presidente uscente della Repubblica di Colombia, Alvaro Uribe Velez, per l'ennesima volta attacca il governo rivoluzionario e bolivariano del Venezuela, cercando i pretesti più assurdi per scatenare la guerra e destabilizzare il continente latinoamericano a cominciare dai Paesi dell'ALBA, l'Alleanza Bolivariana per i Popoli della Nostra America.

L'accusa è sempre la stessa da anni: sostenere l'insorgenza armata in Colombia, se non addirittura dirigerla!

In realtà Alvaro Uribe Velez non ha mai goduto di nessuna autonomia politica dalla volontà degli USA. L'imperialismo USA e le truppe yankee la fanno da padrone, senza dare conto per i crimini commessi contro la popolazione colombiana in decenni di occupazione. Il criminale Uribe ed il suo governo sono totalmente corresponsabili con l'imperialismo USA per i crimini politici e sociali commessi.

 

“Il fatto quotidiano” e le banche (venezuelane e italiane)

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Attilio Folliero - luglio 2010

Chi sono Andrea Barolini e Matteo Cavallito, firmatari di un articolo, zeppo di falsità, sul quotidiano “Il Fatto”, diretto da Antonio Padellaro (1)?

Costoro ignorano il loro destino e sono ignari del destino dell’Italia. Forse vivono nella contrada dei balocchi addormentati nel bosco. Ogni tanto un sussulto, e vetrioleggiano qualcosa contro qualche altro Paese, di cui segnalano tare che affliggono in misura ben maggiore l’Italia. Miopia della pagliuzza più grande della trave o schizofrenia?

Questi due dovrebbero guadagnare attorno ai 1.500/2.000 euro al mese, non si sono ancora resi che l’Europa è malata, e patisce i mali di cui sono abituati ad accusare Paesi terzi da cui -ora- stanno uscendo. La coppia Barolini-Cavallito indulge nel torpore che deriva da un vecchio status, che ora sta scemando. Si sentono ricchi, credono di vivere ancora in un Paese del G7, con un diffuso welfare, full assistenza sociale e sanitaria garantita, col diritto di andare in pensione a 60 anni.

 

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