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Prima Pagina - Info Venezuela Bolivariano

Venezuelani residenti in Perù sarebbero paramilitari

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Ottomila venezuelani che ultimamente sono entrati in Perù sarebbero paramilitari.

Secondo l’attivista venezuelana Paula Facchin dell’ONG Unión Venezolana, in Perù ci sono tra i 30 mila e i 40 mila venezuelani. Ultimamente ne sarebbero entrati 8 mila. Nonostante ciò, la Sovrintendenza Nazionale delle Migrazioni ha informato che è stato consegnato solo il 95% dei 12 mila permessi di soggiorno, che hanno una durata di residenza temporanea di cinque mesi e un permesso per lavorare.

 

"Soldati di flanella". Euronews assume la propaganda di guerra dei golpisti venezuelani

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Tramite le sue agenzie, il Pentagono paga ogni anno milioni di dollari per oliare i giusti meccanismi a livello internazionale”

di Geraldina Colotti*

Circola su una Tv italiana l'intervista a una esponente clandestina di un gruppo armato dell'opposizione venezuelana, i Soldati di flanella (Soldados de Franela). Una delle formazioni che alimentano la cosiddetta Resistencia, che riceve finanziamenti dagli Usa e dall'Europa. Intervistata e intervistatore sparano cifre senza fonti e riscontri: buone, però, a confondere la mente del lettore com'è nello stile della propaganda di guerra. In Venezuela sarebbe in corso “un olocausto”, un “genocidio” perpetrato da una dittatura “castro-madurista” contro il suo popolo.

 

I diritti dell’uomo, l’ultima arma usata contro il Venezuela

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Investig'action, 4 ottobre 2017 (trad. ossin)

Ricardo Vaz

I media dominanti hanno un ruolo centrale da giocare nella guerra contro il Venezuela, infatti creano la narrazione deformata e la frenesia costante che sono cruciali in qualsiasi operazione diretta ad rovesciare un governo. Non essendo le manifestazioni violente riuscite a rovesciare il governo né a bloccare la nascita dell’Assemblea Costituente, si è passati ad una strategia di minacce militari e sanzioni economiche. Ma cose di questo tipo non possono realisticamente venire da un’amministrazione statunitense impopolare, c’era bisogno di una figura apparentemente più imparziale. L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per I diritti umani, il principe giordano Zeid bin Ra’ad al Hussein, se ne è assunto la paternità dando il suo appoggio a più di 100 ONG. Ci proponiamo di raccontare la manipolazione dei diritti dell’uomo per interessi imperiali, ma prima diremo perché l’espressione “ONG” è tristemente inadatta a descrivere queste organizzazioni

 

Freedom House e il Venezuela

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Resumenlatinoamericano, 9 marzo 2017 (trad. ossin)

L'Organizzazione Non Governativa (ONG) con sede a Washington, Freedom House, una filiale del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, ha fatto una serie di segnalazioni molto gravi che tentano di gettare discredito sul Venezuela a livello internazionale

Lo scorso 31 gennaio, Freedom House, nel suo rapporto annuale, ha dichiarato che il Venezuela, dal 2017, è un paese « non libero. » O, che è lo stesso, ha dichiarato che il Venezuela è una « dittatura » nella quale vengono violate tutte le convenzioni internazionali e i diritti vengono compressi in modo generalizzato.

Dal 2000 al 2015, Freedom House aveva definito il Venezuela, nei suoi rapporti, come  « parzialmente libero ». Negli anni che hanno preceduto la Rivoluzione Bolivariana, questa ONG definiva il Venezuela come « totalmente libero », nonostante le violazioni dei diritti dell’uomo e l’agonia politica della Quarta Repubblica, ma quando è arrivata la Rivoluzione Bolivariana, la tendenza ha cominciato subito a cambiare.

 

Elezioni regionali in Venezuela: trionfo del chavismo, opposizione allo sbando e i media rifiutano di ammetterlo

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Investi'action, 10 novembre 2017 (trad. ossin)

Ricardo Vaz

Mentre il presidente della Commissione Elettorale del Venezuela (CNE) legge i risultati delle elezioni regionali del 15 ottobre, le redazioni dei media mainstream sono in stato di shock. Il chavismo ha vinto in 18 delle 23 (1) regioni, un risultato che, secondo loro, non si sarebbe dovuto avere. Gli osservatori internazionali hanno approvato il processo elettorale, e le accuse di frodi, riprese ingenuamente dai media, non stanno in piedi

Il Partito socialista unificato del Venezuela (PSUV) ha riportato una vittoria strepitosa. Tra le regioni conquistate, alcune sono piuttosto importanti. Hector Rodríguez, un giovane leader chavista carismatico, ha strappato Miranda all’opposizione. Miranda comprende una parte di Caracas ed era il punto più caldo delle violenze scatenate dall’opposizione nei mesi scorsi. Un altro esempio è quello dello Stato di Barinas, dove è nato Chavez, che pure aveva conosciuto momenti di agitazione nei mesi passati. Il fratello più giovane di Chavez, Argenis, era candidato in questo Stato, già governato con successo dal PSUV.

 


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