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Venezuela, le destre golpiste hanno già il nuovo Rambo e si preparano per il 23 gennaio

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Intanto gli Usa hanno mandato le condoglianze alle famiglie del gruppo armato di Oscar Pérez

di Geraldina Colotti*

Gira in rete e su whatsap un video-messaggio grottesco e inquietante proveniente da un militare incappucciato il quale, con la voce distorta per non essere riconosciuto, dichiara guerra al governo bolivariano. Fa capire di aver fatto parte delle squadre speciali perché racconta di essere stato nella scorta dell'ex presidente libico Muammar Gheddafi (trucidato il 20 ottobre del 2011), quando si recò in Venezuela: “Gheddafi sembrava invincibile e ben protetto - dice-. Invece avete visto com'è finito”. La minaccia è diretta a Nicolas Maduro, definito “dittatore comunista”. Contro il presidente bolivariano, vi sarebbero “300 francotiratori”, dispiegati in tutto il Venezuela. L'appello dell'incappucciato – che fa mostra di saperla lunga e che si propone come il nuovo Rambo formato videogames – è rivolto alle Forze Armate bolivariane. Chi si arrende o sottrae le armi – promette il paramilitare – verrà messo a riposo con una buona pensione.

 

Da Daktari a Óscar Pérez: l'uso della carta paramilitare contro il Venezuela

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Piano Colombia, un piano importato e la frontiera

MISION VERDAD

(traduzione di Francesco Monterisi)

Durante il governo di Alvaro Uribe Vélez, la Colombia ha vissuto un processo di riconfigurazione del suo territorio a causa dello sfollamento forzato di oltre 2 milioni di persone (prevalentemente di carattere rurale/contadino) che ha prodotto l'occupazione e l'offensiva militare del Piano Colombia ed il paramilitarismo.

Lungi dal risolverlo, anche se certo questo non era l'interesse iniziale, il business della guerra si è ampliato così come i suoi meccanismi e i canali di finanziamento che lo alimentano: traffico di droga, commercio di armi, criminalità economica, ecc.

La frontiera venezuelana riceve i primi impatti di un fenomeno con caratteristiche transnazionali e transfrontaliere, supportati da uno stato fallito che ha consegnato la sua sicurezza interna agli USA e determinato, principalmente, dall'importanza della cocaina che lì viene prodotta ed esportata; un equilibrio che, a sua volta, si sposta a favore dell'aumento della domanda di armi. Anche il traffico di droga ha la sua geopolitica.

 

CRIPTOMONETE, REAZIONE ALL'EGEMONIA DEL DOLLARO?

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21 gennaio 2018

La tecnologia blockchain e la nascita delle cosiddette criptomonete trovano radici in tre fattori: il progresso tecnologico; la manipolazione delle regole economiche e finanziarie globali; il persistente tentativo di indebolire le economie nazionali dei paesi che sfidano geopoliticamente il sistema americano. In questo primo articolo affronterò questi problemi da un punto di vista finanziario, nella prossima analisi intendo approfondire gli aspetti geopolitici ed ampliare la prospettiva su come Russia, Cina ed altre nazioni stiano approfittando di un sistema finanziario decentralizzato.

Federico Pieraccini Molte economie nazionali sembrano aver iniziato il processo di protezione da ciò che sembraun’inevitabile tendenza economica. La de-dollarizzazione – dumping di dollari per altri beni di valore – è diventata popolare non solo per i paesi ma anche per la gente comune, come risultato della crescita tecnologica globale e del crescente accesso ad internet. Quasi tutti i mercati finanziari stanno riflettendo questa tendenza.

 

L'ex presidente della Colombia Uribe invoca apertamente il colpo di stato in Venezuela

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Uribe chiede alla guardia nazionale del Venezuela di rovesciare Maduro. Intanto le opposizioni, convinte dagli Usa e dalla Spagna, non siedono al tavolo di trattative in corso con il governo.

L'ex presidente della Colombia, Alvaro Uribe Velez, ha nuovamente invocato il colpo di stato in Venezuela. In una dichiarazione pubblica ha chiesto all'Esercito del Venezuela di 'ribellarsi' contro il governo del presidente Nicolas Maduro per porre fine alla sua 'dittatura'.

"Chiedo alla guardia nazionale del Venezuela: qual è la tua forza? Proteggere i deboli o sostenere la dittatura socialista di Maduro? Le armi che portano gli eredi più diretti al liberatore devono essere al servizio del popolo", ha dichiarato l'attuale senatore dell'estrema destra colombiana nella città di confine di Cúcuta, così come riporta il canale locale Caracol.

 

Il Venezuela condanna le sanzioni europee. "L'UE è una sussidiaria di Washington. Eseguono gli ordini imperialisti degli Usa"

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Il ministro degli esteri venezuelano Arreaza ha commentato le nuove sanzioni europee: "E' un ordine imperialista. L'Ue ha eseguito"

Il ministro degli Esteri del Venezuela, Jorge Arreaza, ha condannato le sanzioni che l'Unione europea (UE) ha emesso nei confronti di sette funzionari del governo del presidente Nicolas Maduro. Una misura che, a suo parere, rivela la complicità tra l'imperialismo degli Stati Uniti e il blocco della comunità.

L'alto diplomatico venezuelano ha dichiarato che le sanzioni sono state decise dopo una visita del Sottosegretario di Stato per gli affari politici degli Stati Uniti, Thomas Shannon, al primo ministro spagnolo, Mariano Rajoy, a Madrid. "(Shannon) ha dato istruzioni e ordini imperialisti per iniziare questo processo dall'Unione Europea", ha detto il capo della diplomazia venezuelana che ha definito l'Unione Europea "sussidiaria degli interessi" di Washington.

 


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